in memoria e a riconoscenza del contributo ebraico alla liberazione dei territori della Romagna dal giogo nazi-fascista
L'Associazione e i suoi Amici
L’
associazione “Amici della Brigata Ebraica” nasce nel 2005 dall’incontro di alcune persone che già da anni, in modi diversi, avevano svolto ricerche, e pubblicato notizie, in merito allo storico passaggio della Brigata Ebraica in Italia durante la Seconda guerra mondiale.
Pur se regolarmente registrata come associazione culturale senza fini di lucro, si può dire che tuttora il sodalizio viva, in modo poco burocratico, più sulla base dell’amicizia che in questi anni si è creata e cementata tra i soci. In questo modo la ricerca è davvero attiva, non si basa cioè come la normale attività accademica sull’obiettivo di produrre testi e altro materiale documentario, bensì sulla passione di recarsi sui posti, parlare con le persone, cercare luoghi, come edifici, case coloniche, ponti, confrontando la realtà (molto cambiata) di oggi con le vecchie foto dei giorni di guerra.
Scopo principale dell’associazione è quello di ricordare i caduti alleati in Italia e, in particolar modo, rendere viva la memoria dei 5500 soldati ebrei inquadrati nel Jewish Brigade Group, che diedero il loro contributo alla liberazione della Penisola. Pur consapevoli di trattare una storia di portata mondiale, un accento particolare è posto sulla Romagna, come regione che, attraversata dalla Linea Gotica, ha pagato un duro prezzo di sofferenza tra l’autunno del 1944 e la primavera del ’45.
L’associazione non si occupa di politica e rifiuta a priori ogni tentativo fazioso di utilizzare temi storici per scopi politici. In questo senso ci è sempre sembrato deprecabile il silenzio che, in questi 60 anni, ha circondato il contributo bellico degli ebrei nella Liberazione, fino a negare a quegli uomini e donne la riconoscenza che gli spetta, in nome di una ideologica, e mai del tutto superata, avversione al sionismo. Lo sforzo delle nostre ricerche non perde di vista il fatto storico per cui, i soldati che nel ’45 liberarono l’Italia, tre anni dopo difesero i confini del piccolo e fragile Stato ebraico dall’assalto di chi voleva sopprimerlo in culla. L’amicizia con i veterani della Brigata e i parenti dei soldati è anche, naturalmente e senza nessun calcolo, solidarietà per uno Stato che dopo più di mezzo secolo ancora deve lottare contro chi vorrebbe delegittimarne il diritto ad esistere, o addirittura cancellarlo dalla faccia della terra.